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	<title>Beppesassa يوسف</title>
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	<description>L'uomo non è altro che ciò che si fa. Sartre</description>
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		<title>RIPENSARE L&#8217;ISLAM ATTRAVERSO L&#8217;UMANESIMO</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 11:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[UMANESIMO]]></category>

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		<description><![CDATA[di Guido Caldiron «Come intellettuale musulmano i miei sforzi, la mia attitudine e i miei obiettivi non sono tanto il risultato della mia formazione accademica, quanto piuttosto della mia esperienza esistenziale. Ho fatto il liceo a Orano, poi l’università a Algeri. In Algeria si era in piena epoca coloniale e come il resto dei miei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=232&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Guido Caldiron</strong><em></em><br />
«Come intellettuale musulmano i miei sforzi, la mia attitudine e i miei obiettivi non sono tanto il risultato della mia formazione accademica, quanto piuttosto della mia esperienza esistenziale. Ho fatto il liceo a Orano, poi l’università a Algeri. In Algeria si era in piena epoca coloniale e come il resto dei miei concittadini ero quotidianamente scosso dal confronto aspro e duro tra la cultura e la lingua francese, conquistatrici, e la mia cultura d’origine algerina (io parlo il berbero e l’arabo). All’inizio degli anni Cinquanta, frequentando i corsi sull’Islam all’Università di Algeri ero profondamente deluso dalla povertà intellettuale con cui venivano presentate la storia e la cultura musulmane. Il movimento di liberazione nazionale si opponeva alla pretesa dei colonizzatori francesi di incarnare la civiltà moderna, e insisteva all’opposto sull’identità arabo-musulmana dell’Algeria. In conseguenza di questo confronto brutale io feci allora una scelta che ha poi accompagnato il mio lavoro successivo: da un lato capire quali erano le caratteristiche di quell’identità arabo-musulmana che veniva proclamata dal movimento nazionalista, dall’altro indagare in quale misura la civiltà moderna, incarnata da chi aveva colonizzato l’Algeria, doveva essere considerata come una civiltà universale».<br />
Mohammed Arkoun, filosofo e storico, tra i maggiori intellettuali musulmani contemporanei, ha definito così nelle pagine del suo <em>Rethinking Islam. Common questions, Uncommon answers </em>(Westview Press, 1994), il debutto del suo lavoro di indagine all’interno dello spazio culturale dell’Islam, sulla sua storia e sull’evoluzione del suo pensiero dai tempi della predicazione di Maometto fino ad oggi.<br />
Professore emerito alla Sorbona dal 1993, autore di circa una trentina di saggi tradotti in varie lingue, Arkoun, che è nato nel 1928 in un villaggio berbero, ha attraversato oltre mezzo secolo di studi islamici analizzando il pensiero e i testi musulmani attraverso la lezione della scuola storica degli Annales prima e l’«antropologia del passato», che ha mutuato dal metodo di Georges Duby e Jacques Le Goff e soprattutto da quello di Michel Foucault, poi. Un metodo di lettura del fatto religioso messa in atto attraverso una “triade concettuale” basata sull’idea di “trasgredire, spostare e superare”, indagando su come l’Islam abbia assunto la sua fisionomia attuale rigettando gli elementi culturali e quelli razionali della fede a favore di quelli mitologici. Al fondo delle sue ricerche c’è infatti non a caso una critica della “religione ufficiale” che prende la forma di un quesito su un punto determinante della relazione tra la fede e lo spazio sociale in cui si esprime, vale a dire «in quali condizioni verificabili l’idea di verità acquista una forza tale da poter comandare il destino di un individuo o produrre una storia collettiva?».<br />
Come spiega Rachid Benzine, ricercatore all’Osservatorio delle religioni dell’Istituto di studi politici di Aix en Provence, nel suo <em>Les nouveaux penseurs de l’Islam</em> (Albin Michel, 2004), dove Arkoun è indicato a ragione tra i protagonisti del rinnovamento musulmano degli ultimi decenni, l’intellettuale algerino indica nell’umanesimo arabo del X secolo il modello per riconciliare fede e ragione, cultura e sacro, libertà e appartenenza religiosa. «Un’epoca, quella presa a riferimento da Arkoun &#8211; sottolinea Benzine -, in cui un filosofo come Al Hamiri poteva pensare il fatto religioso, la fede, il Corano e la Charia nello spazio della ragione, differenziandosi dai giuristi e dai teologi».<br />
Mohammed Arkoun è stato ospite nei giorni scorsi del festival Torino spiritualità: un’occasione per tornare sulla sua proposta di rinnovamento della cultura musulmana.</p>
<p><strong>Professor Arkoun, lei ha scritto a più riprese che l’Islam deve ritrovare il proprio umanesimo, riconciliarsi con la cultura filosofica se vuole emanciparsi dagli integralisti e dalle correnti regressive che lo attraversano. Ma quando e perché si è interrotta questa relazione così preziosa?</strong><br />
L’umanesimo ha svolto un ruolo di primo piano nel pensiero islamico fino al X secolo, poi è praticamente scomparso dallo spazio culturale arabo-musulmano insieme alla filosofia. Il pensiero filosofico ha giocato molto nello sviluppo della cultura musulmana dei primi secoli, si traducevano in arabo Aristotele e molti altri fiolosofi, poi, con la morte di Averroè &#8211; il filosofo arabo di Cordova scomparso nel 1198 &#8211; tutti questi studi si sono interrotti. Paradossalmente mentre questa lezione di apertura culturale spariva dallo spazio islamico, veniva invece scoperta nell’ambito dell’Europa cristiana del Medioevo dove il pensiero dello stesso filosofo di Al Andalus divenne molto popolare. Ma perché proprio allora questa spinta a guardare alla fede anche attraverso la ragione fu quasi del tutto cancellata dal mondo musulmano? La risposta va cercata in più fattori, di natura prevalentemente politica. E’ con la fine del Califfatto e la scomposizione del potere in moltissimi frammenti, che si propongono ciascuno come centro della politica araba, che gli elementi di ricerca e di elaborazione culturale perdono di peso. Non a caso a partire dal XIII secolo si assiste alla trasformazione dell’Islam classico in una religione popolare che è guidata da delle confraternite religiose. Quindi sia gli aspetti mistici e soggettivi dell’Islam tradizionale che la stessa teologia musulmana sono sottoposti a una semplificazione e a un impoverimento che scarta qualunque riflessione culturale. Una deriva iniziata allora e che non si mai interrotta.</p>
<p><strong>L</strong><strong>ei è cresciuto in Algeria e ha frequentato l’università nella fase di debutto della lotta per l’indipendenza dalla Francia. Nemmeno in quel periodo si è posto diversamente il rapporto con la fede?</strong><br />
Durante l’epoca della decolonizzazione, con l’emergere dei grandi movimenti di liberazione nazionale, il ruolo dell’Islam popolare si è ulteriormente rafforzato. Nel senso che l’Islam popolare dei secoli precedenti si è trasformato allora in Islam populista. Le generazioni nate tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta del Novecento sono ormai completamente distanti sia dall’Islam classico della tradizione che della ragione islamica che aveva accompagnato il debutto storico di questa religione. Ma sono altrettanto distanti dalla modernità europea perché sono state allevate nell’idea di una identità musulmana che prenderebbe forma in un modello politico “islamico” che deriva direttamente da quello dell’epoca del Profeta Maometto e della sua predicazione a Medina. Si tratta di un’evoluzione gravissima perché in questo modo le società musulmane si sono private del tutto del contributo delle scienze umane e della società.</p>
<p><strong>Al centro dei suoi studi c’è ciò che si potrebbe definire come un “antidoto” al pensiero del fondamentalismo: la prospettiva di leggere i testi sacri attraverso diversi strumenti di interpretazione culturale e non in modo “letterale”. E’ questo il cuore dello scontro in atto nel mondo musulmano?</strong><br />
Fin dagli anni Sessanta il Cristianesimo si è avvalso dei contributi interpretativi dei testi offerti dalla semiotica, dalla linguistica, dall’antropologia strutturale, della stessa storiografia. Quindi un quadro di trasformazioni metodologiche che hanno accompagnato e arricchito la cultura cristiana negli ultimi decenni. Al contrario, l’Islam si è privato in larga misura di questo patrimonio di ricerca e ha invece imboccato la via del fondamentalismo che è con tutta evidenza un percorso regressivo e contrario alla razionalità. Perciò è da qui che si deve ripartire se si vuole ridare vigore alla cultura musulmana e liberarla dalle ombre totalitarie che cercano di soffocarla.</p>
<p>Pubblicato su<a href="http://www.liberazione.it/"> Liberazione</a>, 30/9/2008</p>
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		<title>Degli uomini politici (ad A. Gramsci)</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 10:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal carcere tentare di capire, con la mente esperire la follia del contrario, del lato giusto, ma contrario: gli uomini giusti non siamo noi stralunati e fangosi, sono loro, semplicemente fangosi.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=226&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal carcere</p>
<p>tentare di capire,</p>
<p>con la mente esperire</p>
<p>la follia del contrario,</p>
<p>del lato giusto,</p>
<p>ma contrario:</p>
<p>gli uomini giusti</p>
<p>non siamo noi</p>
<p>stralunati e fangosi,</p>
<p>sono loro,</p>
<p>semplicemente fangosi.</p>
<p><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/11/ninetto_toto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-227" title="ninetto_toto" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/11/ninetto_toto.jpg" alt="ninetto_toto" width="238" height="246" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/226/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/226/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=226&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una tranquilla Italia da paura</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 16:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[I sindaci sono in prima linea contro la violenza, ma non quella degli stupratori. Quella dei turisti che vengono in Italia a passare un tranquillo week end di paura. Un turismo sprovveduto. Gente che si espone a proprio rischio e pericolo in tenda o in camper. Un atteggiamento che rovina la reputazione dell’Italia all’estero. Una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=208&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/capa-alarm.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-212" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/capa-alarm.jpg" alt="" /></a>I <strong>sindaci</strong> sono in prima linea contro la violenza, ma non quella degli stupratori. Quella dei turisti che vengono in Italia a passare un tranquillo week end di paura. Un turismo sprovveduto. Gente che si espone a proprio rischio e pericolo in tenda o in camper. Un atteggiamento che rovina la <strong>reputazione dell’Italia</strong> all’estero.<br />
Una coppia di <strong>tedeschi</strong> con un cagnolino parcheggia la macchina e campeggia in una spiaggia di Torre Annunziata. Sono picchiati, la ragazza stuprata da tre ITALIANI che, secondo le cronache, fanno un giro con lei per due volte a turno in macchina. Il <strong>cagnolino</strong> morsica uno dei tre ITALIANI e per vendetta viene <strong>sgozzato</strong>.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/napoli-campeggiatori/napoli-campeggiatori/napoli-campeggiatori.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Giosuè Sparita</span></a>, sindaco di centrosinistra di <strong>Torre Annunziata</strong>, ha tenuto a precisare che i due turisti “con un po&#8217; di attenzione in più avrebbero potuto evitare l&#8217;orribile episodio di violenza”.<br />
Due cicloturisti <strong>olandesi</strong> si fermano alle porte di <strong>Roma</strong>. Montano una tenda in un campo a Porta Galeria, periferia sud. Sono picchiati a sangue con i bastoni da due ROMENI. Lei è <strong>stuprata</strong> dai due pastori ROMENI (uno espulso da tempo). La donna ha perso quasi tutti i denti. Ora è in ospedale insieme al marito.<br />
<a href="http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/cronaca/olandese-aggredita/alemanno-intervista/alemanno-intervista.html" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Gianni Alemanno</span></a>, sindaco di centrodestra di Roma, si è soffermato sull’episodio: “Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un <strong>posto abbandonato da Dio</strong> e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una <strong>grave imprudenza</strong>.”<br />
Al loro Paese olandesi e tedeschi, ma vale lo stesso per danesi e irlandesi, piantano la tenda in un prato e dormono tranquilli. Da noi vengono <strong>stuprati due volte</strong>, dai delinquenti e dalle autorità.<br />
Campeggiare alla periferia di Roma “abbandonata da Dio e dagli uomini” in cui vagano “branchi di pastori” o su una spiaggia campana senza fare “un po’ di attenzione” alla delinquenza locale è più pericoloso che dormire in una <strong>foresta della Tanzania</strong>.<br />
L’italiano in CASA SUA ha sbarre alla finestra, <strong>porte blindate</strong> e antifurto e il turista viene in Italia in tenda senza pitbull e armi da fuoco?<br />
All’estero pensano che il fim <strong>Gomorra</strong> sia una fiction, invece è tutto vero. I turisti, prima di partire, dovrebbero essere costretti a <strong>guardarlo a occhi aperti</strong> come il protagonista di Arancia Meccanica.</p>
<p>dal blog di Beppe Grillo, 26/8/08</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/208/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/208/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/208/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/208/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=208&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Abbassati</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2008 12:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Com’è in alto, il campanile su su il suono del batacchio altissimo lontano da me che sono alluce e fango bellezza da asfalto motoso sconosciuta a Dio cieco nobile olimpico trita sommità d’un profluvio di merda unico suono agrodolce di verità.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=204&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">Com’è in alto, il campanile</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">su su il suono del batacchio </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">altissimo</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">lontano da me</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">che sono alluce e fango</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">bellezza da asfalto motoso</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">sconosciuta a Dio</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">cieco nobile olimpico </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">trita sommità d’un profluvio di merda</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:14pt;line-height:115%;"><span style="font-family:Calibri;">unico suono agrodolce di verità.<img class="alignleft size-full wp-image-205" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/boiffard.jpg" alt="" width="297" height="400" /></span></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/204/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/204/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/204/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=204&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Un pianto</title>
		<link>http://beppesassa.wordpress.com/2008/08/10/un-pianto/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 09:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[  Le parole sono un pianto e quando gli occhi sono mesti la loro umidità trabocca sui veli lindi.   Gli anni trascorrono e capita sempre più di rado il pianto tanto ormai si fa dura la scorza.   Oggi questi occhi penso stiano piangendo, forse le frasi di ogni giorno sono sfinite, per questo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=198&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/imagesg.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-199" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/imagesg.jpg?w=108&#038;h=79" alt="" width="108" height="79" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le parole sono un pianto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e quando gli occhi sono mesti</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">la loro umidità trabocca sui veli lindi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Gli anni trascorrono</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e capita sempre più di rado il pianto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">tanto ormai si fa dura la scorza.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Oggi questi occhi penso stiano piangendo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">forse le frasi di ogni giorno sono sfinite,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per questo le parole sono umide oggi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Libri e giornali mi ricordano la morte,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">quella che uccide anche le lacrime,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">allora la mia tristezza s’incupisce ancor più.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">C’è sempre una tristezza maggiore, mi dicono,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e la freccia dell’imperfezione affonda nel nero abisso:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">dopo un numero ce n’è sempre un altro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come Anteo un giorno smarriamo madre Terra,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">smarriamo la forza e con la forza spesso la vita,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">qualcuno si ostina solo per qualche giorno in più.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Poi manca il respiro in quell’istante</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">quando si intuisce che tutto in fondo era vano,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">che tutto era vano è la lezione conclusiva.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Passioni, guerre, gelosie, rivalità,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">tutto si riversa nel buco nero d’un precipizio imperscrutabile,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">“Che stupido sono stato” diremmo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">se la vita per qualche secondo ancora si durasse.</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/198/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/198/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/198/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=198&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Servo amore</title>
		<link>http://beppesassa.wordpress.com/2008/08/10/servo-amore/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2008 09:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beppesassa.wordpress.com/?p=195</guid>
		<description><![CDATA[                                                       Dal letame nascono i fior.                                                                                                         De Andrè  Umile serva della povertà, nella lotta ogni giorno da una dimora ad un’altra ha riverito padroni e belle signore, generando vita dal più putrido nulla, come dal fango fummo plasmati per un amore impensabile. Quanti pianti hanno udito i suoi figli nella notte fredda delle campagne [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=195&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:16pt;"><span>                                                       </span></span></strong><em><span style="font-size:11pt;">Dal letame nascono i fior</span></em><span style="font-size:11pt;">.</span><strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                                                                                                        </span>De Andrè</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span> </span>Umile serva della povertà,</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">nella lotta ogni giorno</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">da una dimora ad un’altra </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ha riverito padroni e belle signore,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">generando vita dal più putrido nulla,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">come dal fango fummo plasmati</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">per un amore impensabile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quanti pianti hanno udito i suoi figli</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">nella notte fredda delle campagne </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ma al risveglio con l’alba amica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">cercava sorrisi per i piccoli occhi,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">gioielli del suo ricco scrigno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Folle fu il suo amore, e dotto,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ma il suo sapere fu superiore</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">e fu la vita, i tratturi fangosi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">le vie dei suoi potenti pensieri.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Molte vicende di popolare forza</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ho conosciuto da quella bocca rugosa,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">da quella bocca abituata ad imitare i nobili </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">con le sue cosmesi accurate e inutili:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">nell’ovatta bianca delle loro calde case</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">ridicoli quei signori non la conoscevano,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">non sapevano della sua quotidianità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">della sua Vita.</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/195/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/195/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/195/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/195/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=195&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>ANGELO</title>
		<link>http://beppesassa.wordpress.com/2008/08/01/angelo/</link>
		<comments>http://beppesassa.wordpress.com/2008/08/01/angelo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 14:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://beppesassa.wordpress.com/?p=137</guid>
		<description><![CDATA[Angelo di morte Su una bicicletta arrugginita Un uomo compare e la sua cicatrice Di tanto in tanto Con manifesti lugubri e la colla. Scomparso s’accalca a torma Un crocchio cianciante Conosce già l’avvenuta fine A discoprir il nome s’approccia Grazie allo sgraziato uomo dell’annuncio.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=137&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Angelo di morte</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Su una bicicletta arrugginita</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Un uomo compare e la sua cicatrice</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Di tanto in tanto </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Con manifesti lugubri e la colla.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Scomparso s’accalca a torma </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Un crocchio cianciante</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Conosce già l’avvenuta fine</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>A discoprir il nome s’approccia </em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:20pt;font-family:&quot;"><em>Grazie allo sgraziato uomo dell’annuncio.</em><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/trionfo_morte.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-138" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/08/trionfo_morte.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/137/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/137/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/137/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/137/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=137&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>A K</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 12:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[CARTE]]></category>

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		<description><![CDATA[Per tre anni il viaggio sembrava normale, talvolta noioso, un incomodo, pareva fosse quasi finito quel viaggio talvolta, tra qualche parola e tenui confidenze i tre anni son trascorsi e ieri sera, vino e musica, sorrisi e allegria, tanta gente, alla fine un abbraccio incredulo, un pianto sulla mia spalla sorpresa, e non pensavo, non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=134&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;"><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/07/fridakahlobta00549.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-135" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/07/fridakahlobta00549.jpg?w=300&#038;h=300" alt="" width="300" height="300" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">Per tre anni il viaggio sembrava normale,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">talvolta noioso, un incomodo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">pareva fosse quasi finito</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">quel viaggio talvolta,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">tra qualche parola e tenui confidenze</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">i tre anni son trascorsi </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">e ieri sera, vino e musica,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">sorrisi e allegria, tanta gente,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">alla fine un abbraccio incredulo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">un pianto sulla mia spalla sorpresa,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">e non pensavo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">non sapevo,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">solo il silenzio dipinse quel quadro,</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0 0 10pt;"><span style="font-size:small;font-family:Calibri;">al di là della frontiera del mio essere uomo.</span></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/134/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/134/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/134/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/134/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=134&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Generazione web sott’accusa &#8220;Stupidi e deconcentrati&#8221;</title>
		<link>http://beppesassa.wordpress.com/2008/06/17/generazione-web-sott%e2%80%99accusa-stupidi-e-deconcentrati/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 09:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivista «Atlantic» contro la Rete: riduce la capacità di lettura   NEW YORK — «Ho la sensazione che Internet stia frantumando la mia capacità di concentrazione e di osservazione. La mia mente si sta abituando a raccogliere informazioni nello stesso modo in cui la rete le distribuisce: un flusso di particelle che si muovono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=127&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La rivista «Atlantic» contro la Rete: riduce la capacità di lettura</h2>
<p> <a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/06/georgegroszthepoetmaxherman.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-128" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/06/georgegroszthepoetmaxherman.jpg?w=300&#038;h=256" alt="" width="300" height="256" /></a></p>
<p><strong>NEW YORK</strong> — «Ho la sensazione che Internet stia frantumando la mia capacità di concentrazione e di osservazione. La mia mente si sta abituando a raccogliere informazioni nello stesso modo in cui la rete le distribuisce: un flusso di particelle che si muovono a grande velocità. Una volta mi sentivo come un subacqueo che si immerge nel mare delle parole. Ora schizzo sulla superficie come un ragazzino su un acquascooter ». Sull’ultimo numero di The Atlantic, il mensile culturale più letto dalle elite progressiste Usa, Nicholas Carr—ex direttore della Harvard Business Review—confessa di temere che la civiltà del «web» stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali. Incide sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. Ma, soprattutto, demolisce la capacità di concentrazione.</p>
<p><strong>Carr deve aver toccato un nervo scoperto perché l’articolo</strong>— complice la scelta di farne il servizio di copertina con un titolo scioccante («Is Google making us Stoopid?», «Google ci rende stupidi? ») — ha raccolto molti consensi: «È vero, immersi come siamo nel &#8220;multitasking mentale&#8221; appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link», concorda l’intellettuale britannico Andrew Sullivan, un conservatore libertario, anch’egli collaboratore dell’Atlantic. E sui giornali del gruppo Tribune, il premio Pulitzer Leonard Pitts esulta: «Leggo l’Atlantic e scopro di non essere il solo che sta perdendo l’abitudine alla lettura. Ormai riesco a digerire la scrittura solo a piccoli blocchi. Datemi un testo di più pagine e vengo subito assalito dal desiderio incontenibile di controllare la mia posta elettronica. È tutto così dispersivo. Eppure vedo meno tv e sono meno indaffarato di dieci anni fa. Giorni fa mi hanno dato da recensire un libro. Avevo pochissimo tempo per leggerlo. È stata una fatica tremenda. Mi sono imposto di restare per ore su una sedia scomodissima. Ce l’ho fatta, ma alla fine avevo una sensazione di vuoto, di colpa per essermi allontanato per tanto tempo dal mondo».</p>
<p><strong>Carr non è certo un luddista, un nemico del progresso e della tecnologia</strong>. È un esperto di comunicazione che scrive libri sulla nuova civiltà digitale (l’ultimo, «The Big Switch: Rewiring the World» è uscito in America pochi mesi fa) ma è anche un attivissimo «blogger». Consapevole di attaccare un totem, Carr ha scelto i toni della riflessione a voce alta. Ha raccontato i suoi dubbi, i colloqui con persone che vivono i suoi stessi disagi. E ha messo le mani avanti: «Sono sensazioni, non pretendo di illustrare una verità scientifica. Del resto anche nel XV secolo Gutenberg fu messo sotto accusa da chi riteneva che la stampa avrebbe avuto un impatto disastroso sulla struttura sociale. Quindi farete bene ad essere scettici del mio scetticismo». Ma la sensazione che la civiltà di Internet stia portando con sé—sul piano culturale— effetti collaterali indesiderati e difficili da monitorare, è sempre più diffusa. Carr non è certo il primo a occuparsene: Google è da tempo sotto tiro per la sua pretesa di organizzare «tutta la conoscenza del mondo» e per la potenza di un motore di ricerca che riesce a memorizzare tutte le risposte date nei dieci anni della sua esistenza.</p>
<p><strong>Il gigante californiano della rete promette che userà questi dati solo per migliorare il servizio </strong>reso agli utenti, ma ormai è lui, non più Microsoft, il «grande fratello » dell’immaginario collettivo. Potesse tornare indietro, il cofondatore della società, Sergey Brin, forse eviterebbe battute infelici come quella su un futuro nel quale la gente andrà in giro con un microchip di Google impiantato nel cervello. Del resto i problemi che nascono dalla gestione dell’enorme flusso di informazioni che circolano in rete sta diventando un problema anche per le aziende che sono le assolute protagoniste di Internet. Giorni fa il New York Times raccontava gli incubi di Microsoft, Google, Intel e Ibm alle prese con la bestia che si sono cresciuti in casa: l’enorme flusso di e-mail che riduce la produttività dei dipendenti. La riflessione di Carr sull’alterazione di meccanismi della nostra mente è meno «aneddotica» di quello che può apparire. Carr azzarda un parallelo tra l’impatto del «taylorismo», che un secolo fa parcellizzò i processi industriali rendendoli più rapidi, e quanto accade oggi nel mondo digitale dominato da Google. E, comunque, dietro le sue ipotesi ci sono studi «quantitativi» seri come quello dello University College di Londra, mentre qualche mese fa anche la neuroscienziata cognitiva Maryanne Wolf, direttrice del centro per la lettura e il linguaggio della Tufts University di Boston, aveva lanciato un allarme analogo nel saggio «Reading Brain».</p>
<p>Massimo Gaggi<br />
<strong><span style="color:#cc2026;">Corriere della sera, 17 giugno 2008</span></strong></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/beppesassa.wordpress.com/127/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/beppesassa.wordpress.com/127/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/beppesassa.wordpress.com/127/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/beppesassa.wordpress.com/127/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=127&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>“Contro i capelli lunghi”, di Pierpaolo Pasolini</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 15:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>beppesassa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il discorso dei capelli]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima volta che ho visto i capelloni, è stato a Praga. Nella hall dell’albergo dove alloggiavo sono entrati due giovani stranieri, con i capelli lunghi fino alle spalle. Sono passati attraverso la hall, hanno raggiunto un angolo un po’ appartato e si sono seduti a un tavolo. Sono rimasti lì seduti per una mezzoretta, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=beppesassa.wordpress.com&amp;blog=3684337&amp;post=125&amp;subd=beppesassa&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span><a href="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/06/kkk-golding.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-126" src="http://beppesassa.files.wordpress.com/2008/06/kkk-golding.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" width="300" height="204" /></a></span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>La prima volta che ho visto i capelloni, è stato a Praga. Nella hall dell’albergo dove alloggiavo sono entrati due giovani stranieri, con i capelli lunghi fino alle spalle. Sono passati attraverso la hall, hanno raggiunto un angolo un po’ appartato e si sono seduti a un tavolo. Sono rimasti lì seduti per una mezzoretta, osservati dai clienti, tra cui io; poi se ne sono andati. Sia passando attraverso la gente ammassata nella hall, sia stando seduti nel loro angolo appartato, i due non hanno detto parola (forse &#8211; benché non lo ricordi &#8211; si sono bisbigliati qualcosa tra loro: ma, suppongo, qualcosa di strettamente pratico, inespressivo). </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Essi, infatti, in quella particolare situazione &#8211; che era del tutto pubblica, o sociale, e, starei per dire, ufficiale &#8211; non avevano affatto bisogno di parlare. Il loro silenzio era rigorosamente funzionale. E lo era semplicemente, perché la parola era superflua. I due, infatti, usavano per comunicare con gli astanti, con gli osservatori &#8211; coi loro fratelli di quel momento &#8211; un altro linguaggio che quello formato da parole. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Ciò che sostituiva il tradizionale linguaggio verbale, rendendolo superfluo &#8211; e trovando del resto immediata collocazione nell’ampio dominio dei «segni», nell’ambito ciò della semiologia &#8211; <em>era il linguaggio dei loro capelli</em>. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Si trattava di un unico segno &#8211; appunto la lunghezza dei loro capelli cadenti sulle spalle &#8211; in cui erano concentrati tutti i possibili segni di un linguaggio articolato Qual era il senso del loro messaggio silenzioso ed esclusivamente fisico? </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Era questo: «Noi siamo due Capelloni. Apparteniamo a una nuova categoria umana che sta facendo la comparsa nel mondo in questi giorni, che ha il suo centro in America e che, in provincia (come per esempio anzi, soprattutto &#8211; qui a Praga) è ignorata. Noi siamo dunque per voi una Apparizione. Esercitiamo il nostro apostolato, già pieni di un sapere che ci colma e ci esaurisce totalmente. Non abbiamo nulla da aggiungere oralmente e razionalmente a ciò che fisicamente e ontologicamente dicono i nostri capelli. Il sapere che ci riempie, anche per tramite del nostro apostolato, apparterrà un giorno anche a voi. Per ora è una Novità, una grande Novità, che crea nel mondo, con lo scandalo, un’attesa: la quale non verrà tradita. I borghesi fanno bene a guardarci con odio e terrore, perché ciò in cui consiste la lunghezza dei nostri capelli li contesta in assoluto. Ma non ci prendano per della gente maleducata e selvaggia: noi siamo ben consapevoli della nostra responsabilità. Noi non vi guardiamo, stiamo sulle nostre. Fate così anche voi, e attendete gli Eventi». </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Io fui destinatario di questa comunicazione, e fui anche subito in grado di decifrarla: quel linguaggio privo di lessico, di grammatica e di sintassi, poteva essere appreso immediatamente, anche perché, semiologicamente parlando, altro non era che una forma di quel «linguaggio della presenza fisica» che da sempre gli uomini sono in grado di usare. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Capii, e provai una immediata antipatia per quei due. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Poi dovetti rimangiarmi l’antipatia, e difendere i capelloni dagli attacchi della polizia e dei fascisti: fui naturalmente, per principio, dalla parte del Living Theatre, dei Beats ecc.: e il principio che mi faceva stare dalla loro parte era un principio rigorosamente democratico. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     I capelloni diventarono abbastanza numerosi &#8211; come i primi cristiani: ma continuavano a essere misteriosamente silenziosi; i loro capelli lunghi erano il loro solo e vero linguaggio, e poco importava aggiungervi altro. Il loro parlare coincideva col loro essere. L’ineffabilità era l’<em>ars retorica </em>della loro protesta. </span></span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Cosa dicevano, col linguaggio inarticolato consistente nel segno monolitico dei capelli, i capelloni nel ‘66-67? </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Dicevano questo: «La civiltà consumistica ci ha nauseati. Noi protestiamo in modo radicale. Creiamo un anticorpo a tale civiltà, attraverso il rifiuto. Tutto pareva andare per il meglio, eh? La nostra generazione doveva essere una generazione di integrati? Ed ecco invece come si mettono in realtà le cose. Noi opponiamo la follia a un destino di <em>executives</em>. Creiamo nuovi valori religiosi nell’entropia borghese, proprio nel momento in cui stava diventando perfettamente laica ed edonistica. Lo facciamo con un clamore e una violenza rivoluzionaria (violenza di non-violenti!) perché la nostra critica verso la nostra società è totale e intransigente». </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Non credo che, se interrogati secondo il sistema tradizionale del linguaggio verbale, essi sarebbero stati in grado di esprimere in modo cosi articolato l’assunto dei loro capelli: fatto sta che era questo che essi in sostanza esprimevano. Quanto a me, benché sospettassi fin da allora che il loro «sistema di segni» fosse prodotto di una sottocultura di protesta che si opponeva a una sottocultura di potere, e che la loro rivoluzione non marxista fosse sospetta, continuai per un pezzo a essere dalla loro parte, assumendoli almeno nell’elemento anarchico della mia ideologia. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Il linguaggio di quei capelli, anche se ineffabilmente, esprimeva «cose» di Sinistra. Magari della Nuova Sinistra, nata <em>dentro</em> l’universo borghese (in una dialettica creata forse artificialmente da quella Mente che regola, al di fuori della coscienza dei Poteri particolari e storici, il destino della Borghesia). </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Venne il 1968. I capelloni furono assorbiti dal Movimento Studentesco; sventolarono con le bandiere rosse sulle barricate. Il loro linguaggio esprimeva sempre più «cose» di Sinistra. (Che Guevara era capellone ecc.) </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Nel 1969 &#8211; con la strage di Milano, la Mafia, gli emissari dei colonnelli greci, la complicità dei Ministri, la trama nera, i provocatori &#8211; i capelloni si erano enormemente diffusi: benché non fossero ancora numericamente la maggioranza, lo erano però per il peso ideologico che essi avevano assunto. Ora i capelloni non erano più silenziosi: non delegavano al sistema segnico dei loro capelli la loro intera capacità comunicativa ed espressiva. Al contrario, la presenza fisica dei capelli era, in certo modo, declassata a funzione distintiva. Era tornato in funzione l’uso tradizionale del linguaggio verbale. E non dico verbale per puro caso. Anzi, lo sottolineo. Si è parlato tanto dal ‘68 al ‘70, tanto, che per un pezzo se ne potrà fare a meno: si è dato fondo alla verbalità, e il verbalismo è stata la nuova <em>ars retorica</em> della rivoluzione (gauchismo, malattia verbale del marxismo!). </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Benché i capelli &#8211; riassorbiti nella furia verbale &#8211; non parlassero più autonomamente ai destinatari frastornati, io trovai tuttavia la forza di acuire le mie capacità decodificatrici, e, nel fracasso, cercai di prestare ascolto al discorso silenzioso, evidentemente non interrotto, di quei capelli sempre più lunghi. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Cosa dicevano, essi, ora? Dicevano: «Sì, è vero, diciamo cose di Sinistra; il nostro senso &#8211; benché puramente fiancheggiatore del senso dei messaggi verbali &#8211; è un senso di Sinistra&#8230; Ma&#8230; Ma&#8230;». </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     II discorso dei capelli lunghi si fermava qui: lo dovevo integrare da solo. Con quel «ma» essi volevano evidentemente dire due cose: 1) «La nostra ineffabilità si rivela sempre più di tipo irrazionalistico e pragmatico: la preaminenza che noi silenziosamente attribuiamo all’azione è di carattere sottoculturale, e quindi sostanzialmente di destra» 2) «Noi siamo stati adottati anche dai provocatori fascisti, che si mescolano ai rivoluzionari verbali (Il verbalismo può portare però anche all’azione, soprattutto quando la mitizza): e costituiamo una maschera perfetta, non solo dal punto di vista fisico &#8211; il nostro disordinato fluire e ondeggiare tende a omologare tutte le facce &#8211; ma anche dal punto di vista culturale: infatti una sottocultura di Destra può benissimo essere confusa con una sottocultura di Sinistra». </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Insomma capii che il linguaggio dei capelli lunghi non esprimeva piú «cose» di Sinistra, ma esprimeva qualcosa di equivoco, Destra-Sinistra, che rendeva possibile la presenza dei provocatori. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Una diecina d’anni fa, pensavo, tra noi della generazione precedente, un provocatore era quasi inconcepibile (se non a patto che fosse un grandissimo attore): infatti la sua sottocultura si sarebbe distinta, <em>anche fisicamente</em>, dalla nostra cultura. L’avremmo conosciuto dagli occhi, dal naso, <em>dai capelli</em>! L’avremmo subito smascherato, e gli avremmo dato subito la lezione che meritava. Ora questo non è più possibile. Nessuno mai al mondo potrebbe distinguere dalla presenza fisica un rivoluzionario da un provocatore. Destra e Sinistra si sono fisicamente fuse. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Siamo arrivati al 1972. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Ero, questo settembre, nella cittadina di Isfahan, nel cuore della Persia. Paese sottosviluppato, come orrendamente si dice, ma, come altrettanto orrendamente si dice, in píeno decollo. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Sull’Isfahan di una diecina di anni fa &#8211; una delle più belle città del mondo, se non chissà, la più bella &#8211; è nata una Isfahan nuova, moderna e bruttissima. Ma per le sue strade, al lavoro, o a passeggio, verso sera, si vedono i ragazzi che si vedevano in Italia una diecina di anni fa: figli dignitosi e umili, con le loro belle nuche, le loro belle facce limpide sotto i fieri ciuffi innocenti. Ed ecco che una sera, camminando per la strada principale, vidi, tra tutti quei ragazzi antichi, bellissimi e pieni dell’antica dignità umana, due esseri mostruosi: non erano proprio dei capelloni, ma i loro capelli erano tagliati all’europea, lunghi di dietro, corti sulla fronte, resi stopposi dal tiraggio, appiccicati artificialmente intorno al viso con due laidi ciuffetti sopra le orecchie. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Che cosa dicevano questi loro capelli? Dicevano: «Noi non apparteniarno al numero di questi morti di fame, di questi poveracci sottosviluppati, rimasti indietro alle età barbariche Noi siamo impiegati di banca, studenti, figli di gente arricchita che lavora nelle società petrolifere; conosciamo l’Europa, abbiamo letto. Noi siamo dei borghesi: ed ecco qui i nostri capelli lunghi che testimoniano la nostra modernità internazionale di pri. vilegiati ». </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Quei capelli lunghi alludevano dunque a «cose» di Destra. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Il ciclo si è compiuto. La sottocultura al potere ha assorbito la sottocultura all’opposizione e l’ha fatta propria: con diabolica abilità ne ha fatto pazientemente una moda, che, se non si pu proprio dire fascista nel senso classico della parola, è però di una «estrema destra» reale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Concludo amaramente. Le maschere ripugnanti che i giovani si mettono sulla faccia, rendendosi laidi come le vecchie puttane di una ingiusta iconografia, ricreano oggettivamente sulle loro fisionomie ciò che essi solo verbalmente hanno condannato per sempre. Sono saltate fuori le vecchie facce da preti, da giudici, da ufficiali, da anarchici fasulli, da impiegati buffoni, da Azzeccagarbugli, da Don Ferrante, da mercenani, da imbroglioni, da benpensanti teppisti. Cioè la condanna radicale e indiscriminata che essi hanno pronunciato contro i loro padri &#8211; che sono la storia in evoluzione e la cultura precedente &#8211; alzando contro di essi una barriera insormontabile, ha finito con l’isolarli, impedendo loro, coi loro padri, un rapporto dialettico. Ora, solo attraverso tale rapporto dialettico &#8211; sia pur drammatico ed estremizzato &#8211; essi avrebbero potuto avere reale coscienza storica di sé, e andare avanti, «superare» i padri. Invece l’isolamento in cui si sono chiusi &#8211; come in un mondo a parte, in un ghetto riservato alla gioventù &#8211; li ha tenuti fermi alla loro insopprimibile realtà storica: e ciò ha implicato &#8211; fatalmente &#8211; un regresso. Essi sono in realtà andati più indietro dei loro padri, risuscitando nella loro anima terrori e conformismi, e, nel loro aspetto fisico, convenzionalità e miserie che parevano superate per sempre. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Ora così i capelli lunghi dicono, nel loro inarticolato e ossesso linguaggio di segni non verbali, nella loro teppistica iconicità, le «cose» della televisione o delle <em>réclames</em> dei prodotti, dove è ormai assolutamente inconcepibile prevedere un giovane che non abbia i capelli lunghi: fatto che, oggi, sarebbe scandaloso per il potere. </span></span><br />
<span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>     Provo un immenso e sincero dispiacere nel dirlo (anzi, una vera e propria disperazione): ma ormai migliaia e centinaia di migliaia di facce di giovani italiani, assomigliano sempre più alla faccia di Merlino. La loro libertà di portare i capelli come vogliono, non è più difendibile, perché non è più libertà. È giunto il momento, piuttosto, di dire ai giovani che il loro modo di acconciarsi è orribile, perché servile e volgare. Anzi, è giunto il momento che essi stessi se ne accorgano, e si liberino da questa loro ansia colpevole di attenersi all’ordine degradante dell’orda. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial,Helvetica;"><span>Dal “Corriere della Sera” del <em><span style="font-size:medium;">7 gennaio 1973 </span></em>col titolo “<em>Contro i capelli lunghi</em>”.</span></span></p></blockquote>
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