Beppesassa يوسف

L’uomo non è altro che ciò che si fa. Sartre

Degli uomini politici (ad A. Gramsci)

Dal carcere

tentare di capire,

con la mente esperire

la follia del contrario,

del lato giusto,

ma contrario:

gli uomini giusti

non siamo noi

stralunati e fangosi,

sono loro,

semplicemente fangosi.

ninetto_toto

Novembre 4, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Abbassati

Com’è in alto, il campanile

su su il suono del batacchio

altissimo

lontano da me

che sono alluce e fango

bellezza da asfalto motoso

sconosciuta a Dio

cieco nobile olimpico

trita sommità d’un profluvio di merda

unico suono agrodolce di verità.

Agosto 26, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Un pianto

 

Le parole sono un pianto

e quando gli occhi sono mesti

la loro umidità trabocca sui veli lindi.

 

Gli anni trascorrono

e capita sempre più di rado il pianto

tanto ormai si fa dura la scorza.

 

Oggi questi occhi penso stiano piangendo,

forse le frasi di ogni giorno sono sfinite,

per questo le parole sono umide oggi.

 

Libri e giornali mi ricordano la morte,

quella che uccide anche le lacrime,

allora la mia tristezza s’incupisce ancor più.

 

C’è sempre una tristezza maggiore, mi dicono,

e la freccia dell’imperfezione affonda nel nero abisso:

dopo un numero ce n’è sempre un altro.

 

Come Anteo un giorno smarriamo madre Terra,

smarriamo la forza e con la forza spesso la vita,

qualcuno si ostina solo per qualche giorno in più.

 

Poi manca il respiro in quell’istante

quando si intuisce che tutto in fondo era vano,

che tutto era vano è la lezione conclusiva.

 

Passioni, guerre, gelosie, rivalità,

tutto si riversa nel buco nero d’un precipizio imperscrutabile,

“Che stupido sono stato” diremmo

se la vita per qualche secondo ancora si durasse.

Agosto 10, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Servo amore

                                                       Dal letame nascono i fior.

                                                                                                        De Andrè

 Umile serva della povertà,

nella lotta ogni giorno

da una dimora ad un’altra

ha riverito padroni e belle signore,

generando vita dal più putrido nulla,

come dal fango fummo plasmati

per un amore impensabile.

Quanti pianti hanno udito i suoi figli

nella notte fredda delle campagne

ma al risveglio con l’alba amica

cercava sorrisi per i piccoli occhi,

gioielli del suo ricco scrigno.

Folle fu il suo amore, e dotto,

ma il suo sapere fu superiore

e fu la vita, i tratturi fangosi

le vie dei suoi potenti pensieri.

Molte vicende di popolare forza

ho conosciuto da quella bocca rugosa,

da quella bocca abituata ad imitare i nobili

con le sue cosmesi accurate e inutili:

nell’ovatta bianca delle loro calde case

ridicoli quei signori non la conoscevano,

non sapevano della sua quotidianità

della sua Vita.

Agosto 10, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

ANGELO

Angelo di morte

Su una bicicletta arrugginita

Un uomo compare e la sua cicatrice

Di tanto in tanto

Con manifesti lugubri e la colla.

Scomparso s’accalca a torma

Un crocchio cianciante

Conosce già l’avvenuta fine

A discoprir il nome s’approccia

Grazie allo sgraziato uomo dell’annuncio.

Agosto 1, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

A K

Per tre anni il viaggio sembrava normale,

talvolta noioso, un incomodo,

pareva fosse quasi finito

quel viaggio talvolta,

tra qualche parola e tenui confidenze

i tre anni son trascorsi

e ieri sera, vino e musica,

sorrisi e allegria, tanta gente,

alla fine un abbraccio incredulo,

un pianto sulla mia spalla sorpresa,

e non pensavo,

non sapevo,

solo il silenzio dipinse quel quadro,

al di là della frontiera del mio essere uomo.

Luglio 12, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Naufragi

Spesso vedi il mare agitato

tu fermo a terra a navigare

tranquillo lo deridi sciagurato

spesso vedi il vento turbinare

che pietà povero pazzo insano

tu sereno a farti carezzare

assorto nell’orizzonte arricciato

e quando nel letto calmo ti pensi

s’apre torvo il mare sibilante

strepitano le fronde flagellate

naufraga sotto la tolda la notte.

  

Maggio 31, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

I miei sogni

Senza di te l’alba è triste,

la mia alba è futile senza i tuoi occhi

che la mirano,

e la notte t’incontro sempre,

come prima mi parli,

di notte vieni e tutto pare normale,

i tuoi capelli rossi sono uguali

e il tuo muoverti solenne m’innamora,

spesso ormai passiamo la notte insieme

finché non fuggi via, all’alba,

e torni a riposare, tra i fiori

tra i tuoi santi, tu simbolo della vita,

tu vita ardente nel mormorio comune,

e quante volte ricordo durante il dì

il tuo irreale annaspare,

allora la vita era in pericolo

e la tua forza era soverchiata

dalla follia poetica del divenire,

dalla soverchia impotenza di noi, tuoi cari.

Maggio 12, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Eterno ritorno

La mia casa

Con la porta marrone antico,

dall’odore di protezione,

lì fuori giocavo,

cominciavo lì a sgusciare

dal seno avvolgente

del più bel fiore ancora raggiante.

Al sole lì fuori

m’accudiva il lieve sguardo

dalla cucina odorosa, umile,

e saggiavo le mie prime cadute,

ma sapevo dell’abbraccio,

della sua enorme carezza

sui miei riccioli tremuli.

Tra le sue braccia

sul suo letto

nel suo abnorme profumo di talco

nessun pomeriggio era nuvoloso,

anche la brama del gioco fuori

non s’esasperava in pianto.

Quelle braccia oggi smunte

son loro ad esigere carezze,

quel seno ormai sfinito

richiede conforto,

mi richiede quel nutrimento,

gli abbracci calmi e forti

della protezione, della partecipazione,

i sorrisi soavi e penetranti

del suo antico esserci, ora del mio.

 

 

Maggio 12, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.

Dinanzi a te

 

Sento l’olezzo giallo del Sole

Nel sorriso grande

Sulla tua bocca lieve,

E come un afflato d’aprile

Pervade la mia schiena la tua mano

In un fremito fresco di paura.

Nulla può il duro urlo del tempo

Contro l’incedere chiaro

Della tua venustà,

Dinanzi a te, ciclamino tra rovi grigi,

Recede vile il tempo.

Dinanzi al tuo sorriso

Recedono i cumuli di piombo.

 

Maggio 12, 2008 Pubblicato da beppesassa | CARTE | | Ancora nessun commento.