Dinanzi a te
Sento l’olezzo giallo del Sole
Nel sorriso grande
Sulla tua bocca lieve,
E come un afflato d’aprile
Pervade la mia schiena la tua mano
In un fremito fresco di paura.
Nulla può il duro urlo del tempo
Contro l’incedere chiaro
Della tua venustà,
Dinanzi a te, ciclamino tra rovi grigi,
Recede vile il tempo.
Dinanzi al tuo sorriso
Recedono i cumuli di piombo.
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