Politici, e sinistra, ascoltate Rubashov
Tutti i nostri principi erano giusti, ma i risultati sono sbagliati. Questo è un secolo malato. Abbiamo diagnosticato la malattia e le sue cause con esattezza microscopica, ma ogni qual volta abbiamo applicato il bisturi nuovi mali si sono sviluppati. La nostra volontà era pura e ferma, avremmo dovuto essere amati dal popolo. Ma il popolo ci odia. Perchè siamo tanto odiati? Abbiamo portato al popolo la verità e sulle nostre labbra essa suona come una bugia. Abbiamo portato la libertà ed essa appare nelle nostre mani come una sferza. Abbiamo portato la vera vita, e dove risuona la nostra voce le piante si avvizziscono e s’ode un fruscio di foglie secche. Abbiamo portato la promessa del futuro, ma la nostra lingua balbettava e ringhiava…
Questi sono i pensieri di Rubashov, protagonista del libro “Buio a mezzogiorno” di A. Koestler.
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